La transizione digitale della Pubblica Amministrazione italiana è un processo irreversibile, sancito in modo definitivo dal nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023). Tra gli strumenti più strategici per affrontare questa trasformazione, il Building Information Modeling (BIM) rappresenta oggi non solo una tecnologia, ma un vero e proprio modello organizzativo e gestionale per la progettazione, realizzazione e manutenzione delle opere pubbliche.
All’interno di questo nuovo quadro operativo, l’Atto Organizzativo BIM assume un ruolo centrale: esso costituisce la base formale e procedurale su cui si fonda l’adozione del BIM da parte della Pubblica Amministrazione, fungendo da ponte tra la normativa, i processi interni e le modalità operative da adottare nei progetti futuri.
Cos’è l’Atto Organizzativo BIM?
L’Atto Organizzativo BIM è un documento ufficiale, redatto e approvato dall’ente pubblico, che stabilisce:
- La struttura organizzativa interna dedicata alla gestione dei processi BIM, definendo ruoli, funzioni e responsabilità.
- Gli standard operativi e normativi da rispettare, inclusi riferimenti a normative UNI, ISO e ai decreti attuativi nazionali.
- I flussi informativi, le modalità di gestione, archiviazione e condivisione dei dati e dei modelli digitali.
- Le strategie di formazione e aggiornamento del personale coinvolto nei processi digitalizzati.
In sostanza, l’Atto Organizzativo BIM rappresenta una vera e propria “carta dei processi digitali” dell’ente, senza la quale non è possibile gestire con efficacia e legittimità la partecipazione a gare, progetti e interventi in cui il BIM è requisito essenziale.
Il quadro normativo di riferimento
L’obbligo di adozione del BIM nei lavori pubblici è scandito dal D.Lgs. 36/2023 e dai suoi allegati, che impongono progressivamente l’uso delle metodologie digitali negli appalti sopra determinate soglie economiche. In particolare, l’Allegato I.9 introduce il concetto di “pianificazione della gestione informativa” e sottolinea come le stazioni appaltanti debbano dotarsi di strutture organizzative e strumenti idonei.
Il MIMS (oggi MIT – Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) ha inoltre pubblicato linee guida operative che raccomandano esplicitamente la predisposizione di un Atto Organizzativo BIM come strumento propedeutico all’implementazione delle procedure digitali.
Perché l’Atto Organizzativo BIM è cruciale?
La redazione di un Atto Organizzativo BIM consente alla Pubblica Amministrazione di:
- Assolvere agli obblighi normativi, garantendo la piena conformità ai nuovi standard di digitalizzazione.
- Ridurre il rischio di contenziosi nei procedimenti di gara e nella gestione dei contratti pubblici.
- Migliorare la qualità progettuale attraverso il controllo accurato dei dati e la verifica preventiva degli elaborati.
- Ottimizzare tempi e costi durante tutto il ciclo di vita dell’opera, dalla progettazione alla gestione manutentiva.
- Favorire l’interoperabilità tra sistemi informativi diversi, grazie all’adozione di standard aperti (openBIM).
Un ente privo di un Atto Organizzativo aggiornato rischia di trovarsi escluso dai nuovi bandi pubblici o di incorrere in ritardi procedurali significativi.
I contenuti fondamentali di un Atto Organizzativo BIM efficace
Un Atto Organizzativo BIM ben strutturato deve contenere, almeno, i seguenti elementi:
| Sezione | Descrizione dettagliata |
| Premesse | Inquadramento della strategia di digitalizzazione dell’ente, riferimenti normativi, obiettivi di adozione del BIM. |
| Organigramma BIM | Definizione delle figure chiave: BIM Manager, BIM Coordinator, BIM Specialist, CDE Manager, con relativa descrizione dei compiti. |
| Processi e procedure BIM | Definizione dei flussi operativi: gestione delle commesse, gestione del CDE (Common Data Environment), modalità di collaborazione interdisciplinare (IFC, COBie,BCF,IDS). |
| Standard e template | Specifica degli standard di modellazione (es. UNI 11337, ISO 19650) e di linee guida. |
| Formazione e aggiornamento | Piano annuale di formazione obbligatoria e sviluppo delle competenze BIM interne. |
| Sistema di controllo qualità | Modalità di verifica, validazione e approvazione dei modelli informativi. |
| Tecnologie e infrastrutture digitali | Specifiche tecniche minime richieste per piattaforme CDE, software di authoring e sistemi di gestione documentale. |
| Piano di implementazione progressiva | Cronoprogramma di adozione graduale del BIM in funzione della complessità e della natura delle opere da realizzare o gestire. |
| LCA Management | Gestione integrata del ciclo di vita degli edifici, dalla progettazione e realizzazione, alla manutenzione ordinaria e straordinaria, fino alla dismissione e smantellamento, secondo i principi del Life Cycle Assessment (LCA) e della sostenibilità ambientale. |

Focus: le figure professionali BIM nella PA
Particolare attenzione deve essere posta nella definizione delle figure professionali, che devono possedere competenze certificate e coerenti con i profili UNI 11337-7:
- BIM Manager PA: responsabile della strategia digitale e della governance dei processi BIM a livello organizzativo.
- BIM Coordinator PA: responsabile del coordinamento tecnico-operativo all’interno dei singoli progetti.
- BIM Specialist PA: tecnico operativo che sviluppa modelli e gestisce informazioni nel rispetto degli standard prefissati.
L’Atto Organizzativo BIM come motore dell’innovazione
L’adozione di un Atto Organizzativo BIM efficace consente alla Pubblica Amministrazione di:
- Guidare il cambiamento digitale con competenza e visione strategica.
- Incrementare la qualità e la trasparenza dei processi di progettazione e realizzazione delle opere pubbliche.
- Garantire la gestione efficiente del patrimonio pubblico durante tutto il ciclo di vita.
Il BIM nella PA non è solo un obbligo: è un’opportunità concreta per elevare la qualità dei servizi pubblici e ridurre inefficienze e sprechi.
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